• La libertà si estende solo fino ai limiti della nostra coscienza. Carl Gustav Jung.

"Psicologia" del Coronavirus: come gestire ansia e paure?

"Psicologia" del Coronavirus: come gestire ansia e paure?


Teleborsa- Osservare scrupolosamente le restrizioni adesso è diventato un dovere civico, ma è anche normale che il momento di sconforto arrivi per tutti. L’emergenza sanitaria, diventata subito economica, adesso è anche un’emergenza psicologica.Oggi, intanto, è arrivata l'ufficialità della proroga delle misure restrittive che andranno avanti fino (almeno) al 13 aprile.

Cosa possiamo fare per "gestire" la reclusione forzata che dobbiamo osservare per contenere la pandemia?

"Il pensiero va anche alle persone “fragili”, ai minori, agli anziani, a chi ha una dipendenza, a chi ha problemi psichiatrici, a chi convive con un partner violento. In alcune realtà, nonostante l’emergenza sanitaria, non sarà possibile mantenere il distanziamento sociale necessario per tutti. Per alcune persone sarà necessario occuparsi della loro tutela piscofisica, anche durante il periodo in cui saranno ancora in vigore le misure di contenimento. Gli Psicologi sono molto attivi su questo fronte, anche in questo momento", fa riflettere Felice Damiano Torricelli, Presidente del Tavolo Tecnico sulla Sicurezza istituito da ENPAP.

"Il distanziamento sociale dovuto all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, al contempo, ci ha chiesto un adattamento a tempo record. Essendo una specie di grande riduttore, l’emergenza ci ha anche obbligato a ridurre alcune complessità per andare immediatamente al sodo, riducendo la politically correctness a cui eravamo abituati. Questo periodo finirà,ma non sappiamo ancora quando , spiega Luca Pezzullo, Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Veneto, esperto in emergenze, e membro del Tavolo Tecnico ENPAP.

NELL'ECCEZIONALITA' NON RINUNCIARE ALLA NORMALITA' - "Ancor di più che in altre circostanze, ora - prosegue - è fondamentale rendersi conto dell’eccezionalità di questo momento: solo così si potrà esercitare la migliore tolleranza possibile verso l’altro. È necessario, quindi, che all’interno della famiglia o della casa che si abita in condivisione ci si organizzi con una nuova regolarità e una scansione della giornata che renda quanto più chiaro e significativo possibile lo scorrere del tempo. Vale dire a che si deve cercare di mantenere il più possibile costanti l’ora in cui si mangia, o in cui si fanno fare i compiti a figli, o in cui si lavora da remoto ad esempio.

TEMPO PER SE' - Bisogna,al contempo, ritagliarsi degli spazi personali: che si tratti di mezzora, un’ora o più, è necessario avere momenti per sé. Anche se la casa è piccola,non c’è nulla di male a lasciare il figlio davanti a un gioco per mezzora o davanti alla Tv per un po’ per potersi concedere una chiamata con gli amici, ascoltare della musica o leggersi un libro.

CONCEDERSI QUALCHE STRAPPO IN PIU' (SENZA ESAGERARE) - Prosegue Pezzullo. Se, a volte, senza esagerare, ci si concede qualche piccola eccezione come un cucchiaio di gelato o un quadretto di cioccolato in più, lo si può fare per darsi un piccolo autoriconoscimento nonché una sorta di gratificazione . Essere sempre ligi ora potrebbe essere complicato, legittimiamoci qualche piccola trasgressione, ma senza arrivare agli estremi".

ATTENZIONE AI PIU' FRAGILI - Spesso, aggiunge Pezzullo, in questi momenti si tende a tutelare le fasce di età più fragili, come i bambini e gli anziani. "Giustissimo, ma non dobbiamo dimenticarci di quella intermedia che va dai 30 ai 50 anni. È vero che non ha un fattore di rischio diretto, ma è quella che si prende contemporaneamente cura dei bambini e degli anziani, oltre che fare home working, aiutare il figlio con l’homeschooling e magari gestire qualcuno in famiglia che ha difficoltà cognitive o fisiche importanti. Il carico emotivo di queste persone è enorme, vivono una pressione psicologica molto forte, e dovremmo sostenerli in tutti i modi possibili affinché a loro volta possano continuare a sostenere gli altri".