• La libertà si estende solo fino ai limiti della nostra coscienza. Carl Gustav Jung.

«Faticoso correre senza vedere mai la linea d'arrivo»

«Faticoso correre senza vedere mai la linea d'arrivo»


nseguono l'ambulanza della pandemia dinamiche psicologiche diverse tra la prima fase, della primavera scorsa, e il secondo picco dell'autunno-inverno 2020/21, schermo di una gestione dell'emergenza in cui ogni fascia di età manifesta problematiche proprie, come osserva Luca Pezzullo, presidente dell'Ordine degli Psicologi del Veneto.
Ci sono punti di comunanza, ma anche di differenza importanti?
«Il primo periodo è stato caratterizzato da disagio sociale, difficoltà di adattamento, poca conoscenza del fenomeno, incertezza, ansia diffusa, e un seguire le indicazioni delle autorità, il governo, le misure di prevenzione. Ognuno nella propria fatica, si pensava di arrivare a una soluzione. Nel secondo c'è stata una sofferenza maggiore: si trattava di correre una maratona di lunghezza indeterminata. Dalle forme di isolamento sociale degli anziani, al lutto per le perdite di familiari, a un aumento generale dell'aggressività, mi ha colpito l'assenza di attenzione alla fascia di mezzo: gli adulti a casa con figli e anziani cui badare, barcamenandosi con lo smartworking, tutto contemporaneamente con fasi di depressione».
Legate anche alla perdita del lavoro?
«In periodo di recessione economica si creano situazioni che portano a un aumento di risvolti psicologici come violenze familiari, uso di sostanze, comportamenti seguiti da psicologi e servizi sociali».
E i giovani?
«In Veneto circa 450 istituti scolastici hanno inserito gli psicologi all'interno di un protocollo nazionale, in cui affiancano anche le famiglie. Tra i vari temi ci sono difficoltà nei percorsi di inserimento, eventi di cyberbullismo, isolamento sociale, rischi legati alla dispersione scolastica e alle difficoltà di apprendimento tra i ragazzi, perché il disagio c'è».
Filomena Spolaor