• La libertà si estende solo fino ai limiti della nostra coscienza. Carl Gustav Jung.

Etica e Deontologia: la formazione degli Psicologi

Etica e Deontologia: la formazione degli Psicologi

Introduzione

Psicologia significa letteralmente «discorso sull’anima». Si tratta dunque della più ambiziosa delle discipline nel campo dei saperi. Il suo oggetto di studio è infatti quanto di più complesso ed indefinibile nel panorama delle scienze moderne, al punto da produrre un apparente paradosso nell’accostamento tra il termine scienza ed il termine Psiche (= anima), poiché una scienza dell’anima presuppone appunto la necessità di rendere oggettivabile qualcosa che così poco somiglia ad un oggetto, la Psiche appunto.
Eppure la Psicologia si costituisce, fin dal suo nascere, come scienza, senza rendere chiara e facilmente risolvibile la contraddizione che ne costituisce il fondamento.
Questo gruppo di lavoro vuole approfondire il fondamento etico dell’agire psicologico, partendo dal presupposto che è proprio quest’ultimo il punto di scaturigine di ogni trasformazione soggettiva in senso terapeutico e evolutivo.
L’Ordine degli Psicologi si è dotato di un Codice Deontologico quale guida fondamentale nell’agire psicologico.

Ma in che rapporto stanno etica e deontologia professionale? Il Codice Deontologico è declinato in un insieme di regole che, di fatto, si limita a sancire che cosa è consentito e che cosa è vietato fare allo Psicologo, ma è sufficiente per guidare la sua azione?
L’etica invece riguarda la giustezza di un atto nello specifico di un soggetto determinato in uno spazio/tempo, e non la giustezza di un atto in generale, come invece il Codice Deontologico sancisce. Esiste cioè una tensione tra etica e deontologia, poiché la seconda riguarda il generale, mentre la prima riguarda il particolare.
Allo Psicologo occorre dunque una formazione alla Deontologia Professionale, ma occorre anche una formazione all’etica dell’agire, che lo supporti nel particolare dei suoi atti quotidiani con la Psiche.

Obiettivi

  1. Informazione.
    Molti colleghi non hanno una conoscenza sufficientemente approfondita del Codice Deontologico e delle sue applicazioni. E’ importante attivare corsi di informazione su tutto il territorio veneto, al fine di diffondere una cultura deontologica che prevenga gli eventuali interventi disciplinari da parte dell’Ordine stesso. Se infatti per un verso è vero il famoso adagio «la legge non ammette ignoranza», che presuppone una conoscenza implicita della legge stessa, per un altro verso è assolutamente essenziale che tutti gli psicologi ricevano un’adeguata informazione in merito.
  2. Formazione.
    Accanto ad un importante obiettivo informativo relativo al Codice Deontologico è ancora più essenziale l’obiettivo formativo. Che significa che «lo psicologo è responsabile dei propri atti professionali e delle loro prevedibili dirette conseguenze» (art. 3 C.D.)? Su quali principi si fonda l’agire terapeutico? Che cosa produce il cambiamento in senso evolutivo?
  3. Attivare reti di confronto e dibattito con l’Università, le scuole di psicoterapia, le istituzioni pubbliche, del privato, del privato sociale e del circuito libero-professionale, con le categorie mediche e con altre categorie professionali.
  4. Sostenere i colleghi rispetto alle loro pratiche psicologiche e psicoterapeutiche, di prevenzione, diagnosi, abilitazione-riabilitazione e sostegno, attraverso la creazione di dispositivi territoriali di supporto, assistenza intervisione e supervisione per lo svolgimento della professione.
  5. Proporre alle scuole di psicoterapia l’attivazione di corsi di etica e deontologia in eventuale collaborazione con l’Ordine.
  6. Comunicazione.
    Produrre comunicazioni e scritti sul tema rivolti sia agli iscritti che al pubblico, per avvicinare gli iscritti all’Ordine e per valorizzare la figura dello Psicologo nella comunità

Tempi

Da settembre 2014 a luglio 2016, rinnovabile.

Metodologia

  1. Il gruppo prevede una prima fase di verifica e condivisione del canovaccio progettuale appena presentato con i soggetti coinvolti e l'esplorazione più specifica delle risorse e dei bisogni concreti dei colleghi.
  2. Attivazione di dispositivi territoriali al fine di offrire consulenza ai colleghi nella pratica professionale.
  3. Programmazione di convegni, conferenze, corsi e dibattiti sul tema
  4. Produzione di testi scritti e di articoli destinati ai media e al notiziario.

Indicatori di Processo

  1. Riunioni del gruppo a cadenza costante ogni 20-30 giorni.
  2. Definizione di strategie di realizzazione degli obiettivi entro la terza riunione
  3. Presentazione di una proposta operativa, con indicazione delle attività previste, dei tempi e dei costi al Consiglio entro la quinta riunione
  4. Realizzazione delle attività previste entro il secondo anno.

Indicatori di Risultato

  • Quantità e qualità di corsi di formazione attivati
  • Centri di Consulenza attivati.
  • Realizzazione di eventi formativi o aggregativi.
  • Produzione di comunicazioni mediatiche e di testi
  • Numero di enti e associazioni coinvolti