Cara collega, caro collega,

da quasi un anno la vita sociale e personale di tutti noi è segnata dolorosamente dalla Pandemia COVID-19, che anche in queste settimane è caratterizzata da una forte incidenza epidemiologica.

Da fine dicembre si è avviata la campagna vaccinale nazionale, che punta nel corso dei prossimi mesi a fornire progressivamente una profilassi volontaria a operatori sanitari, ospiti delle RSA e soggetti più anziani; in seguito, alle altre categorie a maggiore esposizione, ed infine alla cittadinanza in generale.
La logica del Piano Vaccinale è di facilitare l'accesso prioritario ai cluster di popolazione più esposti / a rischio; non quindi per generica appartenenza a una certa categoria, ma principalmente sulla base dell'effettiva esposizione diretta al rischio per sè o per altri.
In tal senso appare auspicabile una partecipazione responsabile e consapevole alla campagna vaccinale da parte dei professionisti sanitari, a maggior ragione da coloro che operano nei contesti a maggiore rischio.
Gli Psicologi operanti come dipendenti o convenzionati nelle strutture del Sistema Sanitario Regionale e nelle RSA stanno già ricevendo le prime dosi del vaccino.

Come Ordine abbiamo avviato rapidamente una serie di contatti istituzionali con la Regione e diverse AULSS, per evidenziare loro con chiarezza come anche molti colleghi libero-professionisti operino quotidianamente in contesti potenzialmente esposti o con utenze a rischio (ad es., minori con disturbi del neurosviluppo, pazienti con gravi disabilità, anziani fragili e con deterioramenti cognitivi che spesso non possono fare uso di DPI, etc.); proponendo quindi di adottare una priorità più elevata, all'interno del Piano Vaccinale, anche per le Psicologhe e gli Psicologi operanti in regime libero professionale, a tutela loro e dei loro pazienti più fragili.

Le interlocuzioni a vari livelli sono attualmente in corso, ed hanno già permesso di confermare che al momento la copertura vaccinale debba essere garantita anche a tutti gli specializzandi/tirocinanti di strutture del Sistema sociosanitario regionale e RSA, e ai professionisti sanitari che in esse operano, indipendentemente dal loro status giuslavoristico.

Per l'estensione ulteriore anche a tutti i professionisti operanti in regime privato non convenzionato, ci troviamo ora in situazione analoga a quella degli Ordini di tutte le altre professioni sanitarie (Medici e Odontoiatri, TSRM, etc., con cui abbiamo in merito continui scambi di allineamento interordinistico), che stanno a loro volta interloquendo con la Regione per l'inserimento nel Piano Vaccinale dei propri liberi professionisti sanitari.

L'implementazione di tale possibilità dipende però ora anche da temi di programmazione e di effettiva disponibilità dei vaccini, passando dal livello nazionale a quello regionale, e poi delle singole AULSS.

Regione e AULSS sono infatti impegnate in uno sforzo significativo; ma segnato purtroppo, come noto, dalla riduzione massiccia in questi giorni delle forniture di dosi di vaccino previste, con tagli che colpiscono in modo molto forte proprio il Veneto, e che stanno quindi creando significativi problemi per la programmazione regionale.

Su questo, per completezza informativa, aggiungo che le AULSS 1, 2 e 3 si stavano già inizialmente attivando a livello locale nei confronti dei sanitari liberi professionisti del territorio di competenza, per poi quasi subito dover sospendere o rinviare anch'esse le programmazioni dell'attività, per via della scarsità di forniture del vaccino Pfizer.

Come Ordine, siamo impegnati quotidianamente sul tema; aggiorneremo quindi la Comunità professionale sulle risposte istituzionali ricevute e gli sviluppi della situazione, che monitoriamo in maniera ininterrotta con l'obiettivo di fornire informazioni certe.

Un saluto cordiale,

Il Presidente
Luca Pezzullo
Presidente dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Veneto