• La libertà si estende solo fino ai limiti della nostra coscienza. Carl Gustav Jung.

Covid e 8 marzo, la pandemia aumenta la disparità tra uomini e donne“

Covid e 8 marzo, la pandemia aumenta la disparità tra uomini e donne“


La stragrande maggioranza dei posti di lavoro persi a causa del coronavirus era occupati da donne ed anche tante imprese al femminile hanno chiuso. E senza indipendenza economica, le donne sono più vulnerabili“

Salute, sicurezza, ma soprattutto lavoro. Molte istituzioni venete e veronesi hanno scelto di declinare in questo modo l'8 marzo di quest'anno. Una Giornata Internazionale della Donna ovviamente condizionata dalla pandemia e quindi con molti eventi che si sono tenuti e che si terranno a distanza. Ma che comunque si terranno perché le disparità tra uomini e donne non si possono ignorare. Disparità che anche l'emergenza coronavirus ha reso evidenti. Basta soltanto legge i dati Istat del dicembre 2020: la stragrande maggioranza dei posti di lavoro persi durante la pandemia erano occupati da donne, le quali senza indipendenza economica sono più vulnerabili anche dal punto di vista emotivo, come spiegato da Fortunata Pizzoferro, vicepresidente dell'Ordine delle psicologhe e psicologi del Veneto: «Non avere un reddito proprio è uno dei fattori che può contribuire al sorgere e al persistere di una situazione di violenza. Per violenza non dobbiamo pensare solo alle forme più evidenti di percosse: esiste anche una forma subdola ma diffusa di violenza fatta di parole, insulti, un continuo svilire quotidiano che minano l'autostima e il senso di autoefficacia. Non poter gestire in autonomia le proprie finanze mette la donna in una condizione di dipendenza economica ma anche emotiva e psicologica. Chiedere i soldi per andare in palestra, per prendere un caffè con le amiche, per frequentare un corso di ballo, lascia a qualcun altro il potere di decidere e dare la possibilità di frequentare o meno altre persone».

E proprio per promuovere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, la valorizzazione dei percorsi professionali e il migliore equilibrio tra lavoro e vita privata, la Regione Veneto ha attivato oggi un nuovo portale che si chiama «La Regione del Veneto per le donne», in cui sono raccolte le iniziative promosse dalla Regione nell'ambito del Programma Operativo Regionale del Fondo Sociale Europeo 2014-2020. «Abbiamo deciso nel tempo di mettere insieme le tantissime iniziative realizzate per le donne durante tutte le loro età - ha spiegato l'assessore regionale al lavoro e alle pari opportunità Elena Donazzan - perché la società ha bisogno delle donne e le donne hanno bisogno di sentirsi più forti se accompagnate da politiche che abbiano ben chiare quali sono le esigenze di una donna, madre, lavoratrice, imprenditrice che sappia e possa conciliare i tempi della vita. Politiche che, secondo me, devono avere a che fare, in particolare, con la possibilità di dare vita e creare una famiglia o anche un'impresa».

In linea con l'iniziativa della Regione è stato il flash mob on-line organizzato per le 10 di questa mattina dalle componenti del Comitato per l'imprenditorialità femminile della Camera di Commercio di Verona, le quali hanno letto interventi di donne che hanno affrontato e vinto le imprese della vita. Un'iniziativa trasmessa attraverso la pagina Facebook della Camera di Commercio.

E l'imprenditorialità femminile, negli ultimi cinque anni, è cresciuta a ritmi sostenuti in particolare nel settore agricolo e soprattutto nel biologico e nel biodinamico. Un'analisi di Coldiretti Veneto, sui dati del Programma di Sviluppo Rurale, ha evidenziato la propensione femminile alla progettualità in agricoltura. Tra il 2014 e il 2020, su un totale complessivo di più di 11mila istanze a livello regionale presentate nelle varie misure, una domanda su quattro attiene all'insediamento di giovani donne in agricoltura (37,9%) cioè 987 domande di cui 265 nella sola provincia veronese. Il 42,3% di imprenditrici investe sulla diversificazione aziendale con interventi inerenti alla realizzazione di agriturismi, fattorie didattiche e solidali oltre che per prodotti innovativi estratti dalle piante.
Ma anche in questo settore la pandemia non ha fatto sconti e sono state 292 le aziende agricole femminili scomparse in Veneto l'anno scorso. Non c'è provincia del Veneto che non mostri segni negativi: Verona -1,3%, Belluno -2%, Padova -3,2%, Rovigo -4,6%, Treviso -1,1%, Venezia -2,9%, Verona -1,3%, Vicenza -1,1%, per una media regionale del -2% di aziende agricole guidate da donne.

Ma la disparità tra uomo e donna, acuita dall'emergenza coronavirus nel mondo del lavoro, è evidente anche se si parla di salute. Il dossier statistico dell'Inail sugli infortuni e le malattie professionali delle lavoratrici mette in luce un aspetto della pandemia finora passato sottotraccia: mentre, a livello globale, gli infortuni femminili rappresentano soltanto il 36% del totale di quelli denunciati nel 2020, le donne lavoratrici risultano pesantemente colpite dal virus. Il 70% delle denunce di infortunio da Covid-19 contratto negli ambienti di lavoro riguarda infatti donne. Ed il dato provinciale riguardante il territorio veronese è anche peggiore rispetto alla media nazionale: su un totale di 3.926 infortuni Covid denunciati fino a gennaio 2021, 2.943 riguardano donne (il 74,9%) e 983 riguardano uomini. «La Giornata Internazionale della Donna ci ricorda l'assoluta necessità di mettere a tema il rilancio del lavoro femminile - ha commentato Cgil Verona - Fare una politica di genere significa guardare alle donne non come una categoria svantaggiata ma come metà della popolazione italiana con proprie esigenze e peculiarità soprattutto in termini di gap occupazione, retributivo e di carriera. Metà della popolazione che ha pagato più duramente la crisi Covid avendo dovuto affrontare carichi famigliari crescenti ed è stata destinataria di tre licenziamenti su quattro».
Ed anche nell'età della pensione, donne e uomini non sono allo stesso livello. Il divario fra gli assegni previdenziali, da tempo denunciato dal sindacato dei pensionati (Spi) della Cgil, palesa una pesante discriminazione, frutto dei forti squilibri e disuguaglianze nelle carriere lavorative. In Veneto, le entrate delle pensionate venete sono mediamente inferiori di un terzo rispetto a quelle dei maschi: 900 euro netti mensili contro i 1.300 euro degli uomini. Nel dettaglio, quasi 190mila pensionate venete (il 30% del totale) sopravvivono con meno di 750 euro lordi mensili. Gli uomini in questa condizione sono invece 72mila, il 10% del totale. Se poi si guarda al solo settore privato, il divario di genere è ancora più marcato tanto che le pensioni degli uomini hanno importi anche doppi rispetto a quelle femminili.

Ma il lavoro e la salute sono componenti essenziali di un valore più grande per le donne, la sicurezza. Una sicurezza a volte minacciata dalla violenza fisica di uomini. Ed anche in questo caso, la pandemia non è stata d'aiuto. «I lockdown hanno inasprito le tensioni domestiche», ha dichiarato Nadia Segala, consigliera di Federfarma Verona e responsabile del Progetto Mimosa per le farmacie scaligere. Un progetto che permette alle donne vittime di violenza domestica di trovare in farmacia degli «interlocutori capaci di orientare le donne, senza esprimere giudizi o caldeggiare soluzioni, verso percorsi concreti che le conducano a ritrovare autonomia ed autostima grazie ai Centri antiviolenza sul territorio», ha spiegato Segala. Le 259 farmacie di Federfarma Verona offrono, quindi, tutta la loro disponibilità come primo supporto.

Ed anche Federfarma Verona aderisce alle tante iniziative organizzate dal Comune di Verona per la Giornata della Donna. Ma tutte le amministrazioni hanno voluto celebrare questa ricorrenza. In particolare, il Comune di Castelnuovo del Garda ha inaugurato "Casa di mamma", un nuovo servizio gratuito attivato all'interno di una palazzina del nuovo centro commerciale di Via Carducci 14. Si tratta di un appartamento, un luogo riservato alle neo mamme con la presenza di un'ostetrica, un'educatrice ed una psicologa che accompagneranno le madri nella delicata fase successiva al parto sino al primo anno di vita del loro bambino. Per informazioni è possibile chiamare il 338-6593499 o scrivere a casadimamma@allcoop.it.
Mentre per l'8 marzo, sul sito e sui canali social del Comune di Sommacampagna, verrà condiviso un video nel quale interverranno tutte le consigliere comunali, di maggioranza ed opposizione, per «dare risalto all'impegno sociale e politico delle donne della nostra comunità», ha spiegato la consigliera incaricata alle pari opportunità di Sommacampagna Luisa Galeoto. Attraverso questo video, le consigliere insieme esprimono un proprio personale pensiero sull'8 Marzo, un tema che trascende ogni ideologia politica ed ogni bandiera.