• La libertà si estende solo fino ai limiti della nostra coscienza. Carl Gustav Jung.

Coronavirus. Depressione, ansia, alcolismo: le malattie della quarantena

Coronavirus. Depressione, ansia, alcolismo: le malattie della quarantena


PADOVA Insonnia, cefalea, gastrite. Sono gli effetti collaterali della quarantena di cui una buona fetta di veneti sta soffrendo. C’è chi corre dal medico, altri invece vanno dritti in farmacia. Quasi sempre si chiedono ansiolitici, che i farmacisti non possono dare senza prescrizione medica, in alternativa ci sono tisane e pastiglie naturali, che nessuno vuole perché si crede più alla chimica che alla natura.

L’aumento dei casi di depressione è una delle conseguenze della situazione in corso (archivio)
L’aumento dei casi di depressione è una delle conseguenze della situazione in corso (archivio)

Le prescrizioni

I medici di base «resistono» cercando di non prescrivere le benzodiazepine a pazienti che non le hanno mai prese, preferendo qualche lunga chiacchierata al telefono che spesso basta a lenire l’ansia. Ma dagli psicologi arriva un altro allarme: è l’alcol il grande consolatore in questi periodi di solitudine. In molti la sera si consolano con un bicchiere di vino, che poi diventano due o tre. «È un’abitudine che in Veneto è particolarmente sentita - dice Luca Pezzullo, professore dell’università di Padova e presidente dell’Ordine degli psicologi - l’alcol che era associato a momenti di socialità e convivialità, se vissuto in solitudine è un pesante depressivo che “fissa” il disagio, cronicizzandolo».

Le droghe

C’è poi chi si affida alle droghe. «Chi faceva uso di stupefacenti adesso ne è ancor più dipendente - sottolinea il padovano Alessandro De Caro, docente all’università di Roma Lumsa – le istituzioni devono al più presto affrontare gli effetti comportamentali e psicologici di questa lunga quarantena che può avere conseguenze devastanti in futuro». I campanelli d’allarme sono già arrivati ai medici di base: «Sono molti i pazienti che chiamano lamentando insonnia, mal di testa, disturbi della digestione - spiega Maria Pia Camarda, medico di base dell’Ulss Euganea - non prescrivo ansiolitici a meno che non li si prenda già, spesso una lunga telefonata rassicurante può bastare. Consiglio a tutti di non eccedere con il cibo e di mantenere una stabile routine».

Il numero verde della Regione

Per chi invece soffre di depressione c’è il numero verde della Regione, che con il suo servizio InOltre sta dando supporto psicologico a persone in difficoltà: «Ad oggi siamo arrivati a 1.230 colloqui che durano anche 20 minuti. Il nostro team è operativo anche di notte», spiega la psicologa Emilia Laugelli, responsabile del servizio di numero verde regionale 800.33.43.43. La maggior parte (59%) sono donne. «All’inizio c’era un’ansia generalizzata - prosegue - adesso le persone riconoscono meglio i propri sintomi, il nostro compito è mostrare che c’è una comunità intera immersa in questa situazione e che se ne esce solo comprendendo che non si è soli». I medici di base e i farmacisti dicono che in città si sta meglio che nei paesi. «Ho una farmacia a Dolo e una in Prato della Valle – spiega Livio Pinzerato – c’è una differenza tra il centro, dove ci sono i pensionati che sono più tranquilli economicamente, e il paese dove le giovani famiglie vivono la paura per l’economia in crisi, a Dolo che ci sono più richieste di calmanti». Ma i paesi hanno una carta vincente, la natura: «Qui quasi tutti hanno il giardino – dice Giancarlo Ometto, medico di base di Arsego (Alta Padovana) consigliere dell’Ordine dei medici di Padova – in città non c’è, e mi lasci dire che questo fa una bella differenza sull’umore».